Funoffroad Magazine è una rivista orientata al quaddista. 
In prevalenza, si occupa d'eventi che coinvolgono il quad e le moto tassellate: 

campionati, raduni, viaggi, fiere, produttori, utenti, piloti e quant'altro. 
E' bimestrale, distribuita in edicola, tramite abbonamento e nelle fiere di settore.
 
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Funoffroad #30 - TGB 1000 euro4

Funoffroad #29
Riccardo Poggi in copertina

Funoffroad #28
Patrick Turrini in copertina

Funoffroad #27
Antonio Cairoli in copertina: il siciliano nove volte campione del mondo ...

A VOLTE RITORNANO. (Vito Gamt)
IL 44° ENDUROPALE DU TOUQUET PAS-DE-CALAIS E QUADURO: 300.000 SPETTATORI DI DOMENICA E 2.346 PILOTI NELLE 5 CORSE.

Il dipartimento di Pas-De-Calais sostiene lo sport per tutti: oltre agli strumenti utili ad intrapprendere le attività sportive più diffuse, agevola e mobilita persone per garantire efficienza anche in termini di sicurezza:
84 le persone soccorse dai vigili del fuoco durante i tre giorni di manifestazione, tra cui sette feriti.
La 44a edizione ha registrato un pubblico molto consistente (300.000 spettatori la domenica e circa 500.000 durante i 3 giorni), numeri particolarmente elevati anche dietro gli schermi (una media di 630.000 spettatori su Equipe TV con picchi di 870.000 presenze ed altri 115.000 su France 3 Nord Pas-de-Calais). Un seguito sostenuto anche sui social network (video di Facebook con una media di 119.000 visualizzazioni ciascuno). L'occasione per l'organizzazione per ringraziare piloti, spettatori, partner, servizi civili e volontari per il loro aiuto e per questo evento mitico.
    
Il Quaduropale anticipa l’Enduropale ed assegna il titolo francese delle gare su sabbia (sesta tappa).
Matthieu TERNYNCK (n°10) vince la finale su Yamaha. Il secondo all’arrivo è Sheldon SEAL (n°33), su Yamaha, mentre il 3° è Antoine CHEURLIN (n°31), sempre su Yamaha.
Matthieu Ternynck vince finalmente il Quaduro del Touquet. - Dopo una sosta di tre anni, Matthieu Ternynck, ha festeggiato il suo ritorno in pista
vincendo a Grayan-et-l'Hôpital (Gironde). « A un certo punto, mi sentivo l’eterno secondo perché ho fatto quattro volte secondo a Le Touquet, ma dal momento che mi sono allontanato dalle gare di quad, alcuni piloti sono rimasti sorpresi di vedermi di nuovo in pista» racconta Matthieu Ternynck che aveva partecipato al Touquet otto volte e preso sette podi. « Secondo o terzo, ma mai sul primo gradino. Avevo vinto ogni gara su sabbia del campionato di Francia, ma mai Le Touquet ».
La sua ultima Quaduropale risaliva al 2015. Ha interrotto per tre anni per seguire il suo lavoro (arboricoltore). Ha ripreso nell’ultimo inverno per divertimento e per cambiare aria durante i fine settimana. Si è allenato in sella ed ha fatto molto jogging per tornare in forma, inoltre è entrato nella squadra di Romain Couprie, Team
Drag’on Distribution e si è schierato in gara con un quad di ottimo livello. L’attenzione sul trentunenne francese si è riaccesa a metà gennaio, a Grayan-et-l'Hôpital (Gironde), dove il due volte campione di Francia ha marcato una rimonta favolosa e vincendo la penultima gara del campionato di Francia, Gurp TT 2019, con un ritmo di gara impressionante: in sesta posizione alla chiusura del primo giro, Matthieu Ternynck ha fatto un brillante recupero per prendere il capofila e lo ha fatto quando mancavano due giri al termine, mantenendo la prima posizione fino al traguardo.
La gara al Quaduro invece è stata ricca di colpi di scena. Matthieu ha immediatamente imposto un ritmo frenetico agli altri piloti ed ha tentato la fuga con Romain Couprie, vincitore del Touquet per sei volte, con Keveen Rochereau poco distante. Dopo circa un'ora di gara, Ternynck si ferma ai box per rifornimento, prima degli altri concorrenti. Rientra all'ottavo posto con Romain Couprie in testa. Nell’arco di un'ora, dopo le soste dei suoi avversari di punta, Ternynck torna al comando della gara, tuttavia anche Couprie recupera nell’ora successiva e pare che possa vincere ma il suo quad, spremuto all’osso, patisce un cedimento. La strategia del rifornimento anticipato è stata audace ed è risultata vincente. Tesi confermata da Matthieu Ternynck. 
(segue su funoffroad magazine)

 
In rivista 25: Test Arctic-cat 700

L’identità evoluta non è masochista - Vito Gamt - Editoriale
Accade in Italia e pure altrove. - Non si può definire masochista colui che non cambia canale, qualora trovi indigeste le dichiarazioni somministrate su un canale prioritario, nel quale le voci si prestano chiaramente ad onorare la linea dei titolari della rete; esistono le alternative? Forse esistono ma è probabile che adottino politiche identiche. Perseverando sullo stesso canale, il presunto masochista, sebbene in sofferenza, coglierà l'opportunità di svestire le sommità di genere, le correlazioni del conduttore col sistema formativo in auge, idem la logica del meccanismo d'assunzione, nonché la dimensione dell'ipocrisia che avvolge quel trend, tra l'altro depositario di un certo potere. E' vero anche che nel mantenere l'attenzione sul medesimo canale, si rafforza il successo dello strumento; ciò non equivale a consenso effettivo e risulterà inattendibile anche l'esito di eventuali sondaggi, sia sul gradimento sia sull'efficacia della sua diffusione. In sostanza, l'utente si raccorda col sistema, ingannando il sistema, sebbene ne ricavi dissapore. 
Assunte le caratteristiche della questione, non vale la pena di perderci la testa: l'ente importante avrà rilievo fintanto che una maggioranza ci si arrovella e diverrà passatempo irrilevante se l'utenza si orienta altrove, tuttavia non conviene depennare, dai propri interessi, l'ente nazionale, giacché altrove, pure oltre frontiera, ogni adepto difende i “colori” a se pertinenti, anche se inizialmente potrebbe apparire eccezionalmente ospitale. 
Tradizionalmente, l'ente sportivo onora il primo della classe, purché lui ne assecondi la prassi. Il quesito: quanto conta la prassi dell’ente se viene rapportata all’opportunità resa fruibile proprio dal suo operato? Passando oltre: il ruolo dell’ente nazionale dovrebbe mirare alla formazione (o svago) oppure estendere il processo alla fidelizzazione dell’utenza? Probabilmente, né l’una, né l’altra ipotesi, in quanto l’ente non ha tali obblighi verso l’utenza (i tesserati). Argomento chiuso? No; di fatto, lanciato il sasso (il reclamo), quel sasso torna indietro e tende ad emarginare l’autore del gesto, fornendo conferma che il sistema muterà qualche proposito solamente per sua decisione. L’utenza, anche quella sportiva, infine dirotta il suo interesse. 
Il fenomeno non è nuovo, tuttavia Motoasi ed enti sportivi alternativi
evidenziano numeri in crescita nel settore ATV-UTV, mente FMI si trova a gestire numeri costantemente in calo e confluenti in un processo d’adeguamento
annuale dei regolamenti e delle categorie, perciò anche il 2019 ci prospetta Campionati FMI con formule differenti dal 2018.

Torino Supercross Indoor 2019 (Matteo Portinaro).
La storia del Supercross in Italia è stata per 35 anni legata alla città di Genova. Dal 1980 in poi, il capoluogo ligure ha rappresentato la sede di una delle più rinomate gare di fine stagione. Nel corso delle numerose edizioni hanno presenziato i migliori piloti al mondo, non solo a livello europeo, ma anche internazionale. Da tre anni a questa parte, il vuoto lasciato da quello che un tempo era conosciuto come il Superbowl di Genova si è fatto sentire in maniera consistente. Il grande impegno di Alfredo Lenzoni, organizzatore dell'evento, nonché direttore della OffRoadProRacing, è stato lodevole, tanto da riuscire a riportare il Supercross nel nostro paese. L'apporto determinante di una figura come Paolo Schneider, ex responsabile del Maggiora Park, ha permesso di realizzare una gara molto attesa dai numerosi appassionati. Torino ha così preso il posto di Genova ed il Pala Alpitour è stato preparato a regola d'arte in ogni angolo, con l'intento di offrire uno spettacolo degno di nota in ogni suo punto. 
Come ambasciatore dell'evento è stato designato Ricky Carmichael. Un CAMPIONE che riporta alla mente momenti leggendari di questo sport, dato che “The G.O.A.T” è stato il re incontrastato del campionato indoor Usa dalla fine degli anni 90 e fino al 2006. Nonostante una forma fisica non più al top, l'americano ha offerto numeri d'alta scuola e sprazzi di classe sopraffina. 
La lista dei partecipanti è stata di tutto rispetto: tra gli yankee spiccavano Justin Brayton, Cole Seely e Malcom Stewart. Quest'ultimo, però, si è visto costretto a dare forfait poco dopo l'avvio delle prove pomeridiane. Un brutto volo gli ha infatti causato una botta piuttosto dolorosa, tanto da essere costretto ad abbandonare il tracciato in barella. Nonostante la preoccupazione iniziale (si parlava di frattura del femore), l'allarme è rientrato in breve tempo, lasciando il rimpianto per non aver potuto ammirare in azione il temibile pilota afro-americano. Le prove d'apertura hanno permesso ai piloti di saggiare le condizioni della pista, che seppur non lunghissima, si è mostrata tecnica ed impegnativa in alcuni tratti. Hanno preso le giuste misure anche i riders europei, ansiosi di mostrare la loro velocità contro i migliori interpreti della specialità. La scuola del vecchio continente ha potuto vantare tra le sue file il francese Christoph Martin, l'inglese Joe Clayton e gli azzurri Angelo Pellegrini, Nicolas Lapucci e Morgan Lesiardo. Nel corso dei tre Main Event della serata, il dominio a stelle e strisce ha imperversato senza lasciare spazio ai velleitari forcing attuati dai piloti europei. Nella prima manche a conquistare il successo è stato Seely, che ha preceduto Brayton. Nella gara seguente le parti si sono invertite, anche a causa di una partenza non fulminante effettuata dal vincitore della batteria d'esordio. A tenere alto l'onore italiano ci ha pensato un brillante Angelo Pellegrini. Il portacolori del Team Honda è riuscito per metà frazione a mantenere il contatto con il leader della corsa, prima di venire ripreso da Seely, terminando comunque al terzo posto finale. La terza ed ultima manche ha poi deciso le sorti del Torino Supercross: ancora una volta, Seely è stato autore di un avvio non brillante, dando modo a Brayton di allungare in testa alla corsa. Nonostante tutto, Cole ha avuto la forza di riportarsi a ridosso dell'esperto rivale. Un banale spegnimento della moto, a poche tornate dal termine, gli ha però impedito di completare una fantastica rimonta. La prima edizione del Torino Supercross è andata quindi nelle mani di Justin Brayton. Ha completato il podio il sorprendente transalpino Jimmy Clochet, autore di una performance degna di nota.
 
Il capoluogo piemontese non ha solo ospitato nomi illustri del Supercross, ma ha esteso la sua attenzione anche agli atleti del freestyle. Uno spettacolo che ha permesso al pubblico presente di emozionarsi a ripetizione, ammirando le evoluzioni d'alta scuola messe in mostra da ben sette piloti, in un immaginario duello tra i campioni azzurri e quelli del resto del mondo. La pattuglia tricolore è stata rappresentata dal veterano Max Bianconcini, coadiuvato dai giovani Leo Fini e Davide Rossi. Questo terzetto ha dovuto vedersela con l'iberico Edgar Torronteras, uno dei primi a compiere evoluzioni mozzafiato nell'indimenticabile Fast Cross di Arsago Seprio, passando da Axell Hodges, Jarryd McNeil e Matt Rebeaud (quest'ultimo in sella ad una moto elettrica).
(Reportage su Funoffroad Magazine)

Slagelse, 22-23-09 - Quadcross and Sidecarcros of European Nations 2018: USA 1°. Europa 2°.
Maglia Azzurra 2018 (made in Italy) - Siamo partiti per Slagelse  con l’ipotesi di un quinto piazzamento: il Team Manager Nicola Montalbini non si era sbagliato, perché i nostri tre azzurri, con lo scorrere delle batterie, stavano mostrando le carte in regola per il 3° gradino. Il 3° gradino è apparso sul pallottoliere in diverse occasioni e in particolar modo nelle sessioni di qualifica, durante il sabato.  ...
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CST

Funoffroad #26 
Marta Gerotti in copertina: prodigiosa ragazza sempre a podio nel campionato italiano Racin-Quad FMI 2017

Supermare QX 2019
Patrick Turrini 1° QX1
Eddy Ghizzo 1° Sport

Profezie e disoccupazione
Ci stiamo arenando? Non subito ma è prevedibile che la robotizzazione delle imprese ci conduca verso un futuro totalmente diverso dall'attuale; la politica sottace questo aspetto e certamente non ostacola l'interesse della grandi imprese. Accadrà anche in Italia e tale processo coinvolverà anche i piccoli imprenditori, i quali saranno costretti ad adeguarsi ai costi di produzione più convenienti, se i costi saranno dipendenti dalla quantità di "mano d'opera" robotizzata: l'autolavaggio, per esempio, oggi compie l'operazione in pochi minuti al costo di 7 Euro, mentre è già possibile ricevere a casa una pizza calda, di proprio gusto, che sarà prodottadurante il tragitto di recapito, da un robot che staziona nel furgoncino.
Il punto interrogativo: quali saranno le mansioni free che potranno rendere occupato il giovane disoccupato e quali saranno le fonti di sostegno delle nostre nuove generazioni?
E' inavvertibile l'esigenza di trovare una soluzione che ci doni garanzie di autosufficienza, tuttavia c'è un raggio ampio di attività su cui si può ancora puntare, tra cui l'artiianato autentico, il settore agricolo tradizionale, quello turistico, ma anche tutte le attività artistiche/ricreative/sportive, ammesso che in Italia vi persista la sufficiente ricchezza per poterle onorare in ogni loro aspetto. Ci salverà la prerogativa individuale, ancora una volta, e sarà l'esempio performante dei primi ad infondere fiducia nel trend ed il trend orienterà un gran numero di disoccupati, affinché siano realmente occupati ed autosufficienti; sta tornando in auge la coltivazione di prodotti particolarmente ambiti all'estero come in Italia, quali il vino dei nostri vigneti e l'olio d'olive, ma è vivo anche il tentativo di produrre zafferano ed altre piante esotiche salutari. In sostanza, la grande metropoli, finora colma di opportunità, non è più in grado di soddisfare le crescenti necessità di lavoro e che il lavoro sia adeguato alla formazione dei suoi occupanti, dunque crearsi per tempo le alternative, può rivelarsi provvidenziale.

SUPERMARE-QUADCROSS 2019
Nella stagione 2019, il vento spira forte dall'ovest italiano: il sanremese Patrick Turrini, cresciuto nel vivaio Motoasi e sotto la guida di Marco Magnetti, pone la prima impronta su un importante campionato nazionale. Turrini ha portato a segno il primo dei suoi obiettivi in maniera quasi completa, infatti un unico errore gli ha tolto la totalità delle vittorie nelle gare su sabbia. E' anche vero che un campionato di tre gare soltanto concede poche chances di rimonta ai piloti che, per imprevedibili motivi, non sono riusciti ad esprimere il loro potenziale e quest'anno le potenzialità in orizzonte di un paio di piloti, sono rimaste all'orizzonte: sia Simone Mastronardi, sia Nicolò Roagna, anche lui di provenienza Motoasi, sono stati adombrati da un esito conseguito in sole tre domeniche e per giunta consecutive. È netta tuttavia la vittoria di Turrini, mentre trapela empirica la struttura del resto del podio: Roagna, reduce del Touquet ed osservato speciale, nelle tre gare si è espresso con velocità di punta meritevoli di un posto al sole, invece è finito fuori podio, mentre Mastronardi, campione 2018 ha concluso a stento sul terzo gradino, ma non per questioni di ritmo carente. Il secondo gradino 2019 del quadcross su sabbia lo ha guadagnato Paolo Galizzi e non certo gareggiando disinvolto. È opportuno ammetterlo: le due leve Motoasi hanno scombinato un andamento che si riteneva scontato. Patrck Turrini è il nuovo campione di Supermare-quadcross in QX1, Paolo Galizzi il vice e Simone Mastronardi il terzo.
Eddy Ghizzo (Suzuki Chimax Lonigo) è campione 2019 del Supermare-quadcross nella categoria Sport; il vincitore di Gabicce è Alessandro Fontanazzi (Kawasaki La Quercia), ma a Ghizzo basta la seconda posizione per assicurarsi il titolo. Dietro di lui, sia in gara che in campionato, si piazza Leonardo Arzani (Yamaha - Piccirilli). Michele Monti chiude in quarta posizione e fino a prova contraria (formalizzazione ufficiale) dovrebbe essere il terzo Sport del Supermare-quadcross.

Il Mondial Du Quad varca la 32a edizione. 
Gli SSV del PDV (Francia 2018) - Dal nostro versante l’approccio alla 32° edizione del Mondial du Quad si è svolto con modalità ormai canoniche, tuttavia è trapelato un prolema organizzativo che ha impedito ai piloti di SSV di prendere la stessa decisione dell’anno precedente, infatti solo due di essi hanno presieduto all’appuntamento: Duilio Lonardi e Luca Pagani. Sul versante francese, invece il maltempo ha ritardato il lavoro complessivo, a partire dall’allestimento del circuito, costantemente fangoso e dunque inagibile alle ruspe per diversi mesi. Il ritardo è slittato anche sulla tabella di marcia, ivi inclusa la stesura dei regolamenti, cosicché il folto gruppo italiano di side-by-side, infine si è orientato su programmi alternativi. Va ricordato che la Kermesse si svolge nella terza settimana di agosto, periodo in cui molte persone chiudono le vacanze e molte altre le aprono. E’ calato da 33 macchine (35 piloti totali) a 24 (28 piloti) il numero degli iscritti alla quarta edizione del Maxxis SSV Trophy 2018 e su queste cifre è evidente l’assenza di ben nove SSV italiani schierati l’anno precedente (11 totali). 
Duilio Lonardi e Luca Pagani si sono allineati con determinazione e finché la performance dei rispettivi mezzi, Can-am X3 e Polaris RZR, ha retto all’elevata andatura: i due italiani hanno tenuto alto il valore rappresentativo dell’efficienza tricolore, destando preoccupazione ai primi della classe fin dalle prime battute. 
Venerdì 24, alle ore 12:15, si sono aperte le danze dei side-by-side con giri liberi e crono, in successione, per la durata di mezz’ora, cui seguirà la prima manche alle 16:15, di 45 minuti e all’imbrunire, alle 19:15, la seconda ed ultima di giornata che impegnerà lo schieramento per altri 45 minuti . Il più veloce in qualifica, su un tracciato ancora livellato, è stato Anthony Jurado (2:09.840), mentre il primo italiano, Luca Pagani, ha marcato il 6° tempo della griglia (2:17.772), inseguito da Duilio Lonardi.  In prima manche Lonardi ha poi chiuso al 4° posto, mentre Anthony Jurado, leader in carica, ha varcato il traguardo in 12a posizione e con Adrien Van Beveren al 13° posto. Pagani, più conservativo, è 15°. A vincere la prima manche è stato Axel Alletru su Polaris turbo, nettamente più veloce dell’intero schieramento (best lap: 2:12.565). Al secondo posto si è piazzato Sébastien Guyette (Polaris turbo – best lap: 2:15.393) e con Philippe Pensis (Can-am X3 – best lap: 2:17.367) che ha chiuso al 3° posto con 28,033 secondi di ritardo. Questo primo giorno è stato sufficiente ad evidenziare le potenzialità dei piloti italiani, i quali si sono cimentati fino ad occupare la terza posizione, con andatura promettente, ma la giornata è anche valsa ad azzerare le loro prospettive sull’esito dell’appuntamento, in quanto, esaurite le scorte di ricambi, si sono trovati entrambi costretti a rinunciare alle due prove del giorno successivo: i 45 minuti della seconda manche (20 giri totali) hanno segnato l’arresto di Pagani  al 6° giro e di Lonardi al 15° (3° tempo in ordine di marcia). 
Sorprendente ed indimenticabile, il tenore di gara sostenuto da entrambi i nostri piloti, certamente in linea con i migliori di questa disciplina. A vincere la seconda è stato ancora Axel Alletru. Sébastien Guyette è di nuovo 2°, mentre al 3° si insedia Pascal Mercier (1° Can-am X3). (segue su Funoffroad Magazine)

In rivista 25: Test Can-am Spyder
 


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Motocross MX1-MX2 Maggiora 2016  
Quadcross Città di Castello

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Christian Versaci Primo Sport 2016 Motoasi 

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